Forbidden Dream ~ First Twincest GdR

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Un'interessante proposta..., Studi Cinematografici Hollywood
view post Posted on 18/10/2008, 22:38Quote
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Gill Randsom

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Hollywood.

*Quella mattina si era alzato particolarmente presto, Gill Randsom. Non per un incredibile, quanto impensabile, atto particolarmente coraggioso. Era stato più la coincidenza che il primo volo per la Città del Cinema sarebbe partito ad un orario assurdo, ma che non poteva assolutamente perdere. Molte volte era stato ad Hollywood. Soprattutto con sua madre, chirurga plastica, per incontrare divi dello spettacolo che combattevano l'avanzare del tempo con interventi su interventi. C'era poco da fare in quella città, in fondo, se non si lavorava o non si era sfruttati nel mondo del cinema.

Gli Studi dove si tenevano i provini per uno dei tanti filmetti assurdi da televisione era proprio al centro di tutto il complesso. Forse erano diventati talmente ossessionati dalla concorrenza che volevano evitare qualunque fuga di notizia e spionaggio. Se una futura stella (cadente) gli fosse sfuggita a vantaggio di un'altra casa cinematografica, sarebbe stato il disastro. Ma dubitava che quel giorno avrebbero rischiato molto.

A Gill però non interessavano infatto i giovanotti che ripetevano a voce alta pezzi di monologhi o di altri copioni. Non aveva mai capito l'arte dei provini. Il Cinema lo aveva affascinato sempre e solo per gli scandali che si scatenavano all'interno di esso. Era difficile non dire di no ad una fabbrica così ben fornita. Ben presto, però era diventato terreno pubblico.

Ora era la Musica, il nuovo mondo da spulciare, e Gill lo sapeva benissimo. Da ottimo Direttore del RollingStone Magazine qual'era non si era lasciato sfuggire l'occasione di una fruttuosa band tedesca, arrivata agli apici solo grazie all'entusiasmo delle Fans. Era difficile credere che una band di adolescente fosse ascesa a tali vertici in così poco tempo. E in tal tempo sarebbero ricaduti. Appena Gill fosse riuscito a donare fondamenta a quella voce di cui aveva tanto sentire parlare.

Aveva però bisogno di una persona per ricevere informazioni dall'interno. Quella persona stava uscendo proprio in quel momento dalla sala dei provini. Gill si guardò attorno in fretta.*

Il corridoio che aveva appena concluso di attraversare terminava proprio con quella porta. Alle pareti erano appoggiate delle sedie per gli aspiranti attori della sceneggiatura. Quel giorno, erano soprattutto ragazzi. Alcuni tremanti, altri sicuri di sé. Non c'erano finestre lungo i muri bianchi e il soffitto basso per Gill e i suoi 187 centimetri abbondanti di altezza. Il pavimento di un verde chiaro sembrava ricavato da una scuola elementare, come anche le sedie di legno. A quanto pareva, i produttori non avevano voluto sprecarsi per un Film pieno di giovani, tra cui soprattutto attorini alle prime armi.

*Gill tornò velocemente indietro e si sedette su una delle sedie di legno, appena più indietro del gruppo di provinanti. Aspettò con calma che il ragazzetto lo raggiungesse, preparandosi una tattica per avvicinarlo il più naturalmente possibile.*
 
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Lems
view post Posted on 21/10/2008, 21:43Quote

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Sam Kaulitz

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Appena uscito dalla stanzetta squallida dove si erano tenuti i provini per un film altrettanto squallido, il ragazzino dagli occhi azzurri si passa più volte le mani tra i capelli, cercando poi di risistemare le ciocche bionde della frangia senza l’ausilio di uno specchio.
La sua mente al momento è un vorticoso mantra di “Calmo, respira a fondo. Smettila una buona volta di tremare!” alternato ad un altrettanto perentorio “Io lo ammazzo quel deficiente! Prima mi mette in lista per questo film merdoso e poi neanche si degna di essere qui, il bastardo!”

Deficiente Bastardo è il suo manager ovviamente. Nome: Deficiente; cognome: Bastardo.
Quando è incazzato, Sam lo pronuncia come se fosse una parola unica. DeficienteBastardo!

Fa uno sbuffo che è quasi un ringhio e si cava di tasca il cellulare nuovo - regalo di papà -, aprendolo con un solo gesto secco e scorrendo la rubrica in fretta.

Il numero che cerca è palesemente salvato sotto la D.

Digita veloce un sms infarcito di allegre minacce che vanno dal fantasioso “Prima di sfiguro e poi ti castro, che tanto non ti serviranno più!”, al più classico, ma sempre di grande impatto,“Sei licenziato!”.
Pigia forte sul tastino dell’invio ed è così agitato che si accorge di tremare sul serio. Forse non avrebbe dovuto bere tutta quella pepsi prima del provino.

Insieme ai due espressi nel latte macchiato di quella mattina, facevano tipo...Bah!, decisamente troppa caffeina!
Nonna Clothilde l’avrebbe fulminato se solo avesse saputo. Lo sa anche lui che non gli fa bene.

Il display luminoso del telefono lo informa gioioso che il messaggio è stato inviato e che colpirà il destinatario come una randellata sulle gengive tra:3... 2... 1... Sam sbuffa di nuovo. Questa volta è quasi un sospiro affranto.
È più forte di lui, nonostante il veleno che sputa si è già pentito di tutti quegli insulti.

Richiude il cellulare e lo fa scivolare nella tasca dei jeans, mordicchiandosi il labbro inferiore in cerca di qualche parola di scusa che - al contrario - non riuscirà mai a pronunciare.
Trascina le sue converse blu sul pavimento verde mare ancora un po’. La plastica bianca degli inserti è lucida ed illibata, luccica come se fossero ancora nuove.

Quando finalmente solleva gli occhi azzurri da quella meraviglia, ne incontra un paio marroni, leggermente ambrati, che vengono rapidamente classificati come “da malato al fegato”, e parte il terzo sbuffo della giornata.

“Oh, no! Ci mancava pure il molestatore pedofilo...!” pensa, notando che l’unico posto libero è inevitabilmente quello accanto al vecchio marpione e decidendo seduta stante di sbattersene altamente e di occuparlo con tutta la grazia dei suoi 47kg di peso.

Lo studia, avvicinandosi: è davvero un caso senza speranza. Ha pure il capello lungo e brizzolato da figo in età avanzata o presunto tale...eww! Gli viene il vomito come quando sua mamma guardava E.R.
E gli occhi da malato al fegato continuano a seguire ogni sua mossa.

Sedendosi alla sua sinistra - ben attento a troncare ogni invito alla conversazione, fissando interessatissimo l’aria che ha davanti alla faccia - il pensiero di Sam è uno solo: “Se adesso mi offre delle caramelle però, me ne vado...!”

 
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view post Posted on 22/10/2008, 20:34Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/9/2009, 19:04


OT/ Ottimo post! Voglio proprio vedere cosa ci preparerai per i mega-contest! ^^ Però povero Gill! /OT

*Da come il ragazzino si atteggiava uscendo dalla sala provini, si distinguevano subito i geni dei Kaulitz. Gill Randsom non aveva mai incontrato nemmeno per striscio il padre di quella banda di marmocchi, ma il fatto che tutti e tre fossero maniaci dell'attenzione. La diceva lunga. Il ragazzino che gli stava venendo incontro, in più possedeva quell'arroganza di chi solo cerca di nascondere di aver appena fatto un provino per uno squallido filmetto della Disney. Sembrava che si ritenesse il più grande attore teenager di quel mondo. Gill non aveva mai seguito la carriera del marmocchietto e non ci teneva neanche, ma l'unica fama che poteva raccogliere era quella di una banda di ragazzine piene di ormoni in subbuglio.

Il giornalista fece finta di non sentire che Sam Kaulitz lo stava squadrando. E sì, proprio Sam Kaulitz. Il fratellastro minore dei gemelli più famosi del mondo della musica odierna. Era proprio lui che cercava. Aveva saputo che odiava con tutto sé stesso i fratellastri e sarebbe stato perfetto come spia all'interno della dolce famigliola. *

§Lo scoop del secolo sarà mio! Premio Pulitzer al giornalismo, sto arrivando!§

*Pensò vittorioso. Era fantastico il fatto che già tra di loro si intuiva una gran forza negativa. Gill odiava i ragazzini e Sam Kaulitz sembrava ricambiare l'affetto poiché esitò visibilmente a sedersi vicino all'uomo. Ma ormai era fatta. Non gli importava un fico secco se non sarebbero diventati amici per la pelle. Era solo una proposta... di lavoro. Era stato un colpo di fortuna che quel marmocchietto fosse un attore, anche se scadente.

Gli serviva proprio un attore.

Il problema era come prenderlo. Uno così arrogante era facile perderlo per un inizio sbagliato. Invece, doveva essere sicuro che accettasse o che almeno lo stesse a sentire. Doveva fargli capire che non aveva nessuna intenzione di intervistarlo per scrivere un pezzo a favore dei Tokio Hotel, ma per distruggerli. Esattamente, il desiderio più recondito del ragazzino altezzoso. Così mentre uno riceveva il proprio premio in un mare di applausi, l'altro si sarebbe crogiolato nella vendetta in un mare di soldi.

Una proposta interessante, no?

Gill Randsom si piegò in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia e si voltò verso la sua spia privata.*

Tu sei Sam Kaulitz, o sbaglio?
 
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Lems
view post Posted on 25/10/2008, 15:31Quote

Utente cancellato






Sam Kaulitz

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Conoscete la sensazione pruriginosa che si prova mentre l’insegnate scorre lentamente il dito sul registro di classe e voi già sapete che chiamerà il vostro nome?
Conoscete il brivido elettrico che vi percorre inevitabilmente la spina dorsale quando poi succede davvero?

Sam Kaulitz li conosceva entrambi, eppure niente lo fermò dal cadere quasi dalla sedia quando lo sconosciuto lo chiamò per nome, leggermente girato verso di lui.

< Tu sei Sam Kaulitz, o sbaglio? >

Il ragazzino si tirò indietro così velocemente, che per un pelo non batté la nuca contro il muro alle sue spalle, e spalancò gli occhioni azzurri, incontrando ancora una volta quelli malaticci dell’uomo.

Avrebbe davvero voluto rispondergli che sbagliava.

Odiava quando gli altri sapevano il suo nome. Comportava sempre le solite fastidiose domande di rito: “Sei imparentato con Bill e Tom?”, “Vi frequentate?”, “Sono carini come sembrano?”, “Mi fai fare l’autografo?”, o la più mascolina “Sono davvero froci?”.

Nel caso degli adulti la situazione era anche peggio: se sapevano che era Sam Kaulitz, generalmente sapevano tutto di lui, e se si erano presi la briga di informarsi, era solo perché volevano qualcosa.

Il vecchio seduto accanto a Sam in quel momento non sembrava fare eccezione.

Decise che avrebbe gestito la cosa nel modo più veloce ed indolore possibile, poi avrebbe fermato un taxi e se ne sarebbe tornato in albergo a giocare alla playstation e mangiare gelato ordinato con il servizio in camera.

< Sono io. - rispose quindi, con un lieve accento inglese più che tedesco, ed aggiunse, sorridendo serafico, - Lei invece è...? >

Edited by Lems - 25/10/2008, 16:47
 
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view post Posted on 25/10/2008, 21:10Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/9/2009, 19:04


Gill riuscì a reprimere un sospiro di sollievo appena in tempo. Il ragazzo era sobbalzato, ma almeno non era scappato via guardandolo male. In quel caso, proporgli quella privilegiata occasione, sarebbe stato piuttosto complesso. Forse aveva un po' esagerato con la prima impressione, anche se continuava a pensare che non sarebbero mai e poi mai diventati amici... neppure lontanamente.

Una discussione diplomatica, però era già un buon inizio. Che il ragazzino fosse riluttante, Gill lo aveva già previsto. Dato il suo cognome era facile essere bersaglio dei Fans dei Tokio Hotel o di giornalisti. Gill Randsom non si preoccupava di essere uno di quelli, perché il suo obiettivo era ben diverso dal recento luogo comune.

Gill sorrise affabile.

Avevo proprio bisogno di te.

Esordì con tono quasi sorpreso della coincidenza avuta. In realtà, era venuto solo per lui, ma non gli andava di sbraitarglielo in faccia. Era ancora troppo presto per essere così confidenziali.

Mi chiamo Gill Randsom e sono il direttore della rivista RollingStone Magazine. Sai, sto lavorando su un articolo molto particolare in cui tu...

Continuò sottolineando il tu e lasciando un attimo in sospeso per dare più effetto. Voleva che capisse che era stato prescelto, che senza di lui non poteva portare a termine il progetto di una vita intera, che era essenziale... ma non voleva nemmeno che si montasse la testa, poverino.

...mi potresti essere utile. Che ne dici di sentire la mia idea?

Concluse lasciandogli il tempo e la possibilità di ponderare le due vie: starlo a sentire oppure svignarsela. Ora toccava a Sam Kaulitz decidere se cogliere l'occasione di distruggere i fratellastri tanto odiati o meno...
 
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Lems
view post Posted on 26/10/2008, 18:10Quote

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Sam Kaulitz

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< Il direttore del RollingStone?! - ripeté sorpreso, aggiungendo poi con un sorriso dalla sincerità disarmante - Woah! >

Ai grandi piacevano quel genere di reazioni e Sam ormai non cercava nemmeno di frenarle quando gli sorgevano spontanee, ma non era uno stupido.
Sapeva bene che era alquanto improbabile che il direttore di una delle più famose riviste musicali del pianeta, girasse per gli studios della Disney perché interessato al loro prossimo musical.

Gott!, neanche lui che aveva dodici anni ed aveva appena fatto un provino era davvero interessato a quella roba!

Se quel uomo stava scrivendo un articolo, doveva essere una di quelle cose immense da prima pagina, e non era lì per caso.
Di certo stava cercando proprio lui, ma Sam era sicuro che qualsiasi cosa Gill Randsom stesse scrivendo non avrebbe sicuramente riguardato lui, quanto i suoi celebri fratellastri.
Al pensiero di doverne parlare bene per ampliare ulteriormente la loro fama già ingombrante, trattenne a stento una smorfia di disgusto.

< Solitamente è il mio manager ad occuparsi di questioni d’affari, -
iniziò educatamente, sorridendo di nuovo e sperando che il giornalista capisse che non era aria - ma non voglio farle perdere tempo. >

Cercò gli occhi dell’uomo e continuò serio, fissando il suo sguardo azzurro cupo in quello del suo interlocutore,
< Non sono in buoni rapporti con Bill e Tom e non sono interessato a rilasciare dichiarazioni che riguardino loro, o la mia famiglia in generale. >

Si alzò poi, infilando mollemente una mano nella tasca dei jeans e grattandosi la nuca con l’altra, come sempre vagamente a disagio quando si parlava degli altri Kaulitz.

< Mi dispiace. > aggiunse piano, con un timido sorriso di scusa, pensando che doveva decidersi a cambiare quel dannato cognome una volta per tutte.


 
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view post Posted on 3/11/2008, 21:55Quote
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*Gill Randsom aveva proprio sperato di evitare una situazione del genere. Il ragazzetto si era già alzato e lui aveva appena incominciato a parlare. Non gli lasciava nemmeno il tempo di spiegare. Certo che era un genio quel ragazzo: ovvio che se non fosse stato un compito disonesto ed in nero avrebbe chiamato il suo manager. Questo accenno avrebbe dovuto avvertire una mente poco più che intelligente. Era proprio vero che i geni non mentivano.

Gill gli lanciò un'occhiata tra il fastidito e l'autoritario e si alzò anche lui in piedi ostentando più o meno pacificamente la sua altezza. Non sarebbe stato un ragazzino cocciuto a fargli soffiare da sotto il naso il suo amato Grammy. Sapeva che non poteva permettersi di perdere la testa, ma doveva rischiare il tutto per tutto. Aveva intenzione di proporgli di parlarne davanti ad un caffè, ma se si metteva così.

Con voce sicura, ma non prepotente ed abbastanza bassa da farsi sentire solo da lui, disse avvicinandoglisi.*

Genio, è proprio perché hai un pessimo rapporto con loro che ti voglio proporre un lavoro piuttosto... discutibile. Sarai pagato ovviamente e dovrai recitare con quelle poche acche che sai per trovarmi del materiale. Sai, ho sentito in giro delle voci a proposito di un certo rapporto incestuoso tra i tuoi amati fratellastri e tu conosci benissimo le conseguenze di scandali del genere. Ho sentito anche dire che tu nascondi il sogno di vederli all'astrico. Ho il potere di farti realizzare questa tua ambizione. Naturalmente, qualcosa finisce anche nelle mie tasche, ma questo non deve preoccuparti. Allora che ne dici? Non sei stufo di essere conosciuto solo per essere il fratellastro dei "mitici Bill e Tom"?
 
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Lems
view post Posted on 22/11/2008, 15:55Quote

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Sam Kaulitz

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Sam storse la bocca quando si sentì chiamare “genio” da qualcuno che stava cercando di convincere un ragazzino a fare qualcosa di discutibile contro la sua famiglia e che per di più lo urlava ai quattro venti in un corridoio degli studios della Disney.

Certo, ovvio che non gli piaceva vivere nell’ombra di Bill e Tom, ma da qui a fare qualcosa di illegale...
Soprattutto per compiacere un borioso omuncolo di mezz’età, che non aveva neanche avuto il buon senso di accattivarselo con regali e moine.

Sam era un viziatissimo aspirantante attore di dodici anni, sua madre era stata una modella ed ora era discretamente famosa come stilista in Inghilterra e suo padre era un capitano d’industria.
Cosa, in quella mente perversa da paparazzo affamato di scandali, gli faceva supporre che avesse bisogno di soldi?

Senza contare che, nonostante fosse convinto dell’omosessualità di Bill, Sam era abbastanza sicuro che tutte le voci che giravano sull’incesto fossero, beh..., soltanto voci.
E anche se fosse stato vero, i gemelli si sarebbero ben guardati dall’amoreggiare sotto lo sguardo attento del loro adoratissimo fratellastro, no?

Così, nonostante lo considerasse ormai un completo coglione che non ha mai sentito l'espressione “si prendono più mosche col miele che con l’aceto”, decise di concedergli un’ultima possibilità.

Intrecciò le dita dietro la nuca e, godendosi la sua espressione infastidita, lo sfidò.

< Al posto di molestarmi in luogo pubblico con “proposte di lavoro discutibili”, - sorrise sfacciato, ben conscio che la sua minore età lo allontanava da qualsiasi responsabilità legale che ne potesse derivare – che ne dice di andare da un’altra parte e decidersi ad offrirmi qualcosa e ad essere un po’ più gentile con me, prima di supplicarmi di fare qualcosa per lei? >

In fondo, non era certo Sam quello in cerca di favori.

E se quel tizio non era disposto a sudarseli almeno un po’, poteva benissimo andare a farsi fottere.


 
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view post Posted on 23/11/2008, 20:05Quote
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*Ecco che quello sbarbatello si era montato la testa. Gentile? Chi si credeva di essere? Gill Randsom rise di quella patetica e purtroppo veritiera interpretazione. Lo fece in modo che gli altri ragazzetti attorno a loro pensassero che ridesse per una battuta quanto mai arguta di Sam Kaulitz. Era stato anche troppo gentile fino a quel momento. Se non fosse stato tale, lo avrebbe mandato a farsi in culo già da un bel pezzo. Decise di lasciargli l'occasione di rimediare di quel comportamento.*

A proposito di continuare il nostro discorso da un'altra parte, sono d'accordo, ma forse dovresti essere più attento a quel che pretendi. Caro il mio prodotto di nicchia, è il momento in cui ti renda conto che non sono tutti carini e gentili come i disperati a cui sei appena andato ad elemosinare una parte.

*Sorrise allusivo al provino per il film della Disney a cui Sam aveva appena partecipato. In effetti, era ridicolo che un aspirante Zac Efron si mettesse a fare trattative come se fosse Robert De Niro. Mentre da una parte quel ragazzino si faceva montare un'antico astio verso i teenagers, dall'altra gli piaceva l'idea che, se avesse accettato, i cari Kaulitz avrebbero dovuto sopportarlo fino alla loro fine.*

Ora smetterò di essere gentile e ti dirò la verità: tu sei solo una delle tante vie per le quali io posso riuscire a ricavare informazioni. Tra l'altro sei una delle più economiche e certamente sicure. Non sto puntando a farti diventare il principessino della situazione, ho intenzione di usarti per i miei scopi personali per poi dimenticarmi per sempre di te. Non sei che una pedina del mio progetto.

*Dalla giacca, estrasse un biglietto da visita in cartoncino bianco, sul quale erano scritti il suo nome, lavoro e numero di telefono. Lo porse al ragazzino arrogante con poche cerimonie*

Ti do la possibilità di ripensarci meglio. Appena avrei capito le regole del gioco e sarai d'accordo per riparlarne, chiamami e decideremo ora e luogo per farlo.
 
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8 replies since 18/10/2008, 22:38
 
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